Carlo Zanoli dirigente aclista visto da un amico d’infanzia

Venerdì scorso è mancato Carlo Zanoli. Il 23 febbraio, alla vigilia del mio anniversario di matrimonio, ci siamo lasciati con la promessa di brindare la domenica successiva. Il virus si è prepotentemente inserito! Ci frequentavamo dalla terza elementare. Colonie estive sino a 15 anni, confidenze sui mutamenti ormonali dell’adolescenza, scorazzate in Mosquito, Motom, Vespa, lunghe discussioni su tutto ciò che succedeva. Cresciuto in una fantastica famiglia (14 componenti fra zie, nonna, cugina) nelle serate di “Lascia o Raddoppia” in TV, ospitava anche amici del quartiere: evitavamo la consumazione al bar e guidati dal papà Adolfo recitavamo un rosario comunitario! Papà Adolfo ha lasciato una impronta profonda in Carlo: convinzioni ferree, lealtà, umiltà, generosità, altruismo, gratuità, responsabilità, senso della famiglia. .. Carlo di suo padre amava ricordare il soccorso alle vittime dei bombardamenti, il servizio al seminario di Bedonia,l’opera di sacrestano nella chiesa di san Pietro, il volontariato alla CRI

Carlo ha iniziato a lavorare molto presto da falegname: all’Enel, dove ha concluso il su iter lavorativo, lo chiamavano Geppetto. Coerentemente al suo carattere che non ammetteva soluzioni mediane, nel mondo lavorativo ha scelto senza esitazione l’impegno di promozione sociale dei lavoratori entrando nelle ACLI. Ha iniziato impegnandosi ad organizzare le “Leve del lavoro”rivolte ai giovani che si affacciavano per la prima volta nel mondo produttivo. Veniva illustrata la dottrina sociale della Chiesa, la preziosa opera di continuità della Creazione cominciata da Dio, i contratti, la previdenza, la busta paga, i principi di solidarietà e fratellanza!

La Fede di Carlo aveva radici profonde e sapeva testimoniarla con le opere! Nel sindacato e come dirigente aclista il suo impegno sociale era senza limiti, competente e coerente nell’azione. Frequentando un corso di formazione ha conosciuto Anna, volontaria del bar ACLI di Soarza: nel 1969 le nozze, 3 figli ed accresciuta disponibilità nel volontariato: asilo, feste e manutenzioni parrocchiali, distribuzione di vestiario caritas … nonni! Nel 2017 improvvisamente viene a mancare Anna! Carlo trova conforto nella Fede: frequenta giornalmente l’Eucarestia, si dedica ai nipoti e con il fratello Gustavo (padre benedettino) era il riferimento dei famigliari rimasti.

Tanti e diversificati sono stati gli incarichi ricoperti da Carlo, da presidente del Circolo ACLI Achille Grandi a presidente provinciale dell’Unione Sportiva ACLI a Segretario orcanizzativo delle ACLI provinciali. Era per tutti noi un sicuro punto di riferimento. Il suo impegno è continuato fino al giorno precedente l’inizio dei sintomi della malattia.

Carlo ha lasciato un grande vuoto fra chi lo ha frequentato! Sappiamo che, come dice Sant’Agostino , è nella ”stanza accanto” … dovremo abituarci! Ci consola pensare che stia festeggiando (in ritardo) il 50° di matrimonio fra il coro degli Angeli dove avrà trovato posto Anna.

Gianni Parisi

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