Intervista al nuovo presidente Alessandro Candido

Sono passati oltre 75 anni dalla nascita delle Acli in Italia. Qual è oggi il compito principale che l’associazione sente di vivere per il bene del Paese?
Quando nel 1944 sono nate le ACLI, l’obiettivo dell’associazione era quello di curare la formazione religiosa, morale e sociale dei lavoratori italiani, rispondendo all’esigenza di un rinnovamento della società in senso cristiano-cattolico, con un’attenzione particolare ai più deboli, a rischio di esclusione sociale o di emarginazione.
La missione non è certamente cambiata, ma credo che oggi il principale compito delle Acli debba essere quello di pensare e progettare il futuro, prendendo come punti di riferimento i principi basilari della dottrina sociale della Chiesa: la dignità della persona umana; il bene comune; la sussidiarietà; la solidarietà. Alla base dell’attività di promozione dei diritti sociali e dell’educazione alla cittadinanza attiva ci deve essere sempre la volontà delle persone di incontrarsi e soprattutto la disponibilità a fare formazione, senza la quale non si va molto lontano.

Attraversiamo in Italia una stagione difficile, il mondo del lavoro è in forte crisi. Qual è il messaggio delle Acli a proposito?

Il lavoro è sempre stato il tema dei temi. Non dimentichiamoci della connotazione lavorista della nostra Repubblica, dove la dignità di ogni cittadino non deriva dal censo o dal privilegio (come accadeva nello Stato ottocentesco), ma dal suo diritto-dovere di svolgere un’attività o funzione al fine di concorrere al progresso materiale o spirituale della società. L’idea di interpretare la Costituzione dal punto di vista del lavoratore la si deve all’aclista Giorgio La Pira. Proprio i nessi democrazia-lavoro e cittadinanza-lavoro rappresentano la vera rivoluzione e la più grande novità della Costituzione, dato che ogni qualvolta si verifica un conflitto tra lavoro e capitale, l’interesse del lavoro e di chi lavora deve essere il punto di riferimento del legislatore. Tutto questo resta valido anche oggi, in un periodo in cui l’emergenza sanitaria sta incidendo pesantemente sul lavoro e sui lavoratori.

Quali battaglie stanno combattendo le Acli in questi anni?
Le ACLI sono sempre nel vivo dei cambiamenti della società: penso ad esempio ai temi del lavoro, della povertà, dell’immigrazione. Ma occorre fare di più e investire nella formazione, nella ricerca del lavoro, sui giovani. Le politiche dei sussidi degli ultimi anni rappresentano soltanto un palliativo e oltre a incidere negativamente sull’economia, non sono idonee ad affrancare dallo stato di indigenza. Serve allora una svolta radicale, a maggior ragione a fronte della perdurante emergenza sanitaria, che ha generato una grande crisi sociale, con il blocco dell’economia e l’aggravamento dei problemi occupazionali.

Chi può aderire oggi alle Acli? A chi si rivolge in particolare l’associazione?
Tutti possono aderire alle ACLI. In particolare, l’associazione si rivolge a chi crede nel ruolo fondativo del lavoro, nei valori della solidarietà e della responsabilità, nonché a coloro i quali vogliono costruire una nuova qualità del vivere civile, nella cultura della pace. Come è previsto dall’art. 2 dello Statuto, le ACLI “associano lavoratori e cittadini, uomini e donne, di qualsiasi nazionalità che ne condividano le finalità e ne sottoscrivano il Patto Associativo”.

Il Caf ACLI svolge un servizio prezioso. Chi bussa oggi alle porte del Caf?
Il Centro di Assistenza Fiscale delle ACLI semplifica la vita delle famiglie, dei lavoratori, degli studenti e dei pensionati, nonché di tutti coloro i quali hanno bisogno di assistenza in materia fiscale, o che necessitano semplicemente di un suggerimento. I CAF si occupano soprattutto delle dichiarazioni dei redditi, ma anche di tanti altri fondamentali aspetti: dalla registrazione dei contratti di locazione alle imposte sulle case; dalla trasmissione della dichiarazione Iva alla presentazione dell’ISEE; dalle dichiarazioni di successione alle richieste di agevolazioni sociali… Vorrei però sottolineare anche l’importanza dell’ENAIP, che è il più grande ente di formazione presente sul territorio nazionale e quella del Patronato ACLI, che garantisce informazione, assistenza e tutela ai lavoratori e alle lavoratrici. Possiamo dire che tutto il sistema delle ACLI svolge un ruolo fondamentale, ciascuno nel proprio ambito di competenza.

Come mantenere viva l’anima cattolica in una realtà che si occupa di “sociale”?
L’anima cattolica deve andare di pari passo con l’azione nel sociale. Per questa ragione dobbiamo promuovere momenti di confronto per mantenere viva la pedagogia della proposta cattolica, ragionando su questioni cruciali quali la famiglia, l’Europa, il welfare, il lavoro, i giovani.

Vuole aggiungere qualcos’altro?
Voglio ringraziare sentitamente il presidente uscente Roberto Agosti per tutto quanto ha fatto e continuerà a fare per le ACLI di Piacenza. E voglio ringraziare tutti i membri della Presidenza. Ci auguriamo di fare bene, con lo spirito di servizio che ha sempre contraddistinto questo movimento.
Pubblicato su “Il Nuovo Giornale” di giovedì 22 ottobre 2020

Alessandro Candido è avvocato civilista e amministrativista del foro di Piacenza e insegna Istituzioni di diritto pubblico, Legislazione dei beni culturali e Diritto regionale nell’Università di Milano Bicocca.
È attualmente Presidente delle Acli Provinciali di Piacenza, del Meic di Piacenza e dell’Associazione degli ex studenti del Collegio Sant’Isidoro. Dal 2008 al 2011 è stato borsista presso la Conferenza Episcopale Italiana.
Nel mese di luglio 2018 ha conseguito all’unanimità l’abilitazione alle funzioni di Professore Universitario di seconda fascia di Diritto Costituzionale.
È autore di oltre 50 saggi in opere collettanee e riviste scientifiche, nonché di due monografie: “Confini mobili. Il principio autonomista nei modelli teorici e nelle prassi del regionalismo italiano” (Giuffrè, 2012), tratta dalla tesi di dottorato vincitrice del 1° premio nella rassegna nazionale di studi giuridici in memoria del Prof. Fausto Cuocolo (anno 2011); “Disabilità e prospettive di riforma. Una lettura costituzionale” (Giuffrè, 2017). Si occupa principalmente di autonomie, diritti sociali e regolazione dell’economia.

One thought on “Intervista al nuovo presidente Alessandro Candido

  • Ottobre 25, 2020 in 19:32
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    Forza PRESIDENTE!!!! Buon lavoro a te ed ai tuoi collaboratori!

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