CAF ACLI: Un osservatorio sulle fragilità del paese

Ci sono molti punti di osservazione per guardare alle fragilità del nostro paese, ai tentativi di incamminarsi su strade virtuose che consentano di uscire dalle difficoltà ed alle difficoltà che tali tentativi incontrano. I CAF (Centri di assistenza fiscale) sono indubbiamente, da questo punto di vista, un osservatorio privilegiato perché sono a contatto sia con l’evoluzione dei redditi delle persone e della relativa tassazione, sia con gli strumenti che consentono l’accesso al sistema di welfare. Per questo, passare in rassegna la successione dei servizi forniti in un determinato periodo di tempo dal CAF Acli di Piacenza, significa fare una “fotografia” dello stato sociale del nostro paese, e più in particolare del territorio su cui il Centro opera. L’anno era iniziato con l’afflusso consistente di persone alla richiesta di informazioni sul reddito di cittadinanza. In realtà le richieste risulteranno poi inferiori alle previsioni, anche per l’incertezza della normativa e soprattutto per le prospettive di inserimento lavorativo. Tuttavia l’attenzione sorta intorno a questo nuovo strumento di sostegno delle fasce deboli segnala le difficoltà crescenti in cui si dibatte uno strato non marginale di popolazione. Una conferma di questa situazione la troviamo nella crescente richiesta di modelli ISEE che rappresentano la porta di accesso a svariati servizi del welfare locale e nazionale. L’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), che combina informazioni patrimoniali e reddituali, è richiesto per l’accesso alle mense scolastiche, case popolari, bonus luce/gas/acqua, bonus bebè,……fino alla rottamazione delle tasse arretrate. Si tratta, come si vede, di un tentativo di ridisegnare pezzi sistema di welfare sulla base di informazioni economico/patrimoniali che salvaguardino ancora una volta le fasce deboli della popolazione. Intanto le dichiarazioni dei redditi attraverso i mod. 730, segnalano un crescente ricorso alla consulenza dei Caf, nonostante da qualche anno lo Stato abbia introdotto dichiarazioni precompilate che le persone possono ottenere. Questo fa pensare ad un sistema fiscale che si presenta ancora complesso agli occhi del contribuente, soprattutto per l’ampia varietà di detrazioni, pensate sia per adattare la fiscalità alle diverse tipologie di soggetti che per incentivare particolari settori economici ( detrazioni per ristrutturazioni edilizie, mobili,….). Proprio l’analisi della dinamica di queste detrazioni segnala, accanto all’impatto consistente delle ristrutturazioni edilizie, una crescita delle spese sanitarie, anche nelle fasce giovani della popolazione. Sul fronte dei redditi va segnalato poi un incremento delle partite Iva, soprattutto nei giovani tra i 25/35 anni e con redditi non elevati, che se da un lato attestano una vivacità imprenditoriale delle giovani generazioni, stimolata anche da agevolazioni fiscali, dall’altro servono a volte per sostituire rapporti di lavoro dipendenti. Infine la sostanziale stabilità delle imposte locale sugli immobili (IMU) segnala una fase di stallo nel dibattito sul sistema fiscale in generale, anche qui nell’attesa che i comuni provvedano ad inviare il calcolo precompilato dell’imposta agli utenti. Il quadro che si ricava da questa rapida rassegna delle attività svolte dal CAF Acli di Piacenza da inizio 2019 è quindi una conferma delle tendenze che leggiamo a livello di sistema: una lenta evoluzione dei redditi nonostante l’incremento delle partite Iva, un faticoso ridisegno del sistema di welfare a livello locale e nazionale che tenga conto delle risorse dei diversi soggetti che ad esso ricorrono, una fase di ripensamento dei sistemi di tassazione soprattutto a livello locale nella perenne ricerca di nuove risorse senza aumentare la tassazione.

F.B.

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