Luglio 2017 – Che vale all’uomo guadagnare il mondo se perde l’anima?
Quante feste rallegrano la nostra estate, molte hanno il nome di un santo, molte nomi gastronomici per attirare.
È bello fare festa ma è necessario donare il tempo, la manodopera con un discorso altruistico di aiuto.
Sento però che in tanti casi qualche nostro fratello si è lasciato coinvolgere dalla falsità e dal denaro
facile.
La nostra vita è passeggera, veloce, non è corretto comportarsi male per poi aver vergogna di passeggiare liberamente per il paese.
È importante moltiplicare i talenti a favore del prossimo, sapere che Dio, nostro ceratore, vede tutto e a Lui dobbiamo rendere conto del nostro agire.
Nella parabola del Vangelo Dio è il padrone della vita che dona i talenti e poi parte per un lungo viaggio, non si conosce il suo ritorno, questo è il tempo della vita.
Quando ritorna esige il doppio dei talenti e ci ripete “bene servo buono e fedele entra nellagioia e del tuo Signore”.
A chi non si è fidato e ha nascosto il talento senza raddoppiarlo si sento dire “via da me”.
Conclusione: che vale all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la sua anima?
Don Giuseppe Sbuttoni