ALCOOL? TE LO SPIEGO IO!

Progetto ACLI per la prevenzione al consumo di alcool in adolescenza tramite il metodo della Peer Education finanziato con fondi del 5 x mille

Questo progetto nasce dall’esigenza sempre più forte di intervenire sul consumo/abuso di alcool in adolescenza, utilizzando un metodo originale ed efficace come la Peer Education. Sebbene in Italia l’assunzione di alcool sia vietata per i minori di 16 anni, in accordo con le linee guida dell’Organizzazione Mondiali della Sanità, i dati dell’Istituto Superiore di Sanità rilevano che circa 700mila minorenni sono consumatori a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomandata la totale astensione dall’alcol per gli adolescenti fino a 16 anni in quanto la ricerca scientifica mostra che chi inizia a bere prima dei 16 anni ha un rischio quattro volte maggiore di sviluppare “alcoldipendenza” in età adulta rispetto a chi inizia dopo i 21 anni. L’adolescenza è un periodo di cambiamenti strutturali e funzionali a livello cerebrale. Le sostanze psicoattive e l’alcol possono determinare effetti neurobiologici persistenti che favoriscono l’indebolimento della funzione della corteccia pre-frontale, l’area che controlla la motivazione, il comportamento e l’inibizione. Anche dal punto di vista dell’apparato gastroenterico il consumo di alcol prima dei 16 anni è vivamente sconsigliato, gli adolescenti, infatti, prima di tale età non sono forniti del corredo enzimatico predisposto alla scomposizione e metabolizzazione dell’etanolo contenuto nelle sostanze alcoliche, provocando in tal modo gravi effetti sul Sistema Nervoso Centrale dovuti a stati di intossicazione acuta. Le femmine inoltre, rispetto ai maschi hanno meno capacità di metabolizzare l’alcol e sono più vulnerabili agli affetti tossici dell’etanolo (peso corporeo inferiore ai maschi, corredo enzimatico non adeguato, minore quantità di acqua nell’organismo, organi più piccoli). L’assunzione di alcool nelle popolazioni più giovani dunque nuoce all’organismo ed ha un forte impatto sul rischio di mortalità (in particolare per l’elevata correlazione con incidenti stradali). Il progetto di prevenzione pertanto nasce con l’intento di sensibilizzare i giovani al problema al fine di identificare precocemente i fattori di rischio alcool-correlati. Sei sono le aree su cui si consiglia di intervenire per contrastare l’abuso di bevande alcoliche tra i giovani:

1. ridurre gli episodi di binge drinking,

2. ridurre l’accessibilità e la disponibilità di alcolici per i giovani,

3. ridurre l’esposizione alle pubblicità e al marketing legati all’alcol,

4. ridurre i danni causati dall’assunzione di bevande alcoliche in gravidanza,

5. garantire un ambiente sano e sicuro per i giovani,

6. migliorare le attività di ricerca e monitoraggio sul tema.

La Peer Education, nella delicata fase dell’adolescenza, ha mostrato effetti positivi sull’assunzione di stili di vita più salutari da parte dei ragazzi. letteralmente educazione tra pari. Consiste in una metodologia di innovazione pedagogica ed educativa basata sulla responsabilizzazione di alcuni membri di un gruppo (peer educator) i quali, dopo essere stati formati, assumono un ruolo tutoriale all’interno del gruppo di appartenenza. I peer educator realizzano specifiche attività con i loro pari finalizzate a potenziare conoscenze, atteggiamenti e competenze che consentiranno loro di agire in modo più responsabile. La Peer Education valorizza modalità di apprendimento più attive, partecipative e interattive coinvolgendo i Tutor (ragazzi che svolgono attività di tutoraggio) e i Tutee (ragazzi che ricevono attività di tutoraggio) in un processo formativo reciproco, basato su modalità relazionali dirette e sull’uso di un linguaggio comune. E ‘proprio il feedback reciproco, che viene a stabilirsi a determinare nei partecipanti l’abbandono di comportamenti sbagliati per cercare soluzioni migliori. Questo metodo educativo pone tra i suoi obiettivi la crescita personale dello studente, cercando di rendere protagonisti i ragazzi (Tutor e Tutee) all’interno della scuola o di una classe, per sviluppare il loro senso di esistere come parte della collettività e stimolarli ad investire le loro risorse a favore della stessa.

Laura Mocchi e Elena Nazzari

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