Disoccupazione anche per assegnisti e borsisti

La questione parte da lontano. Gli iscritti alla gestione separata erano privi sia di assicurazione contro la disoccupazione che di ammortizzatori sociali.

A partire dal 2009 si sono susseguite le sperimentazioni di vari istituti riservati per lo più ai collaboratori coordinati continuativi (una tantum co.co.pro., seguita poi dalla DIS-COLL).

Dal 1° luglio 2017 per gli iscritti in via esclusiva alla gestione separata sarà possibile fruire dell’indennità DIS-COLL nel caso di incolpevole perdita dell’occupazione: fine contratto o licenziamento.

In tutti questi anni assegnisti e ricercatori con borsa di studio erano sempre stati esclusi.

La L. 81/2017 ha finalmente riconosciuto anche a loro il diritto di fruire dell’indennità DIS – COLL, ovviamente se si possono far valere i requisiti richiesti.

Beneficiari

Per gli iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata, per gli eventi di disoccupazione (involontaria) che si verificano a partire dal 1° luglio 2017 possono fruire della DIS-COLL:

  • i collaboratori coordinati e continuativi,
  • i collaboratori a progetto,
  • gli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio.

Sono esclusi dalla DIS COLL

  • i titolari di partita IVA (al momento di presentazione della domanda, anche se inattiva);
  • i pensionati;
  • gli amministratori, i sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica.

I nuovi requisiti

 Per avere liquidata la DIS -COLL è necessario poter far valere contemporaneamente i seguenti requisiti:

  1. essere, al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione (privi di impiego che hanno rilasciato / rilasciano dichiarazione di immediata disponibilità a nuova occupazione);
  2. poter far valere almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente alla cessazione.

Se l’assegno di ricerca cessa il 31 ottobre 2017, dovrò poter far valere almeno 3 mesi di contributi nella gestione separata nell’arco di tempo che va dal 1° gennaio 2016 al 31 ottobre 2017.

Così come se la collaborazione cessa il 31 gennaio 2018, dovrò poter far valere almeno 3 mesi accreditati nella gestione separata dal 1° gennaio 2017 al 31 gennaio 2018.

Quanto spetta

L’indennità DIS-COLL è rapportata al reddito imponibile previdenziale derivante dai rapporti di collaborazione/assegno di ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio relativi all’anno civile in corso e quello precedente.

Esclusivamente ai fini del calcolo della misura e della durata della indennità DIS-COLL i mesi di durata del rapporto di lavoro determinano la misura e la durata dell’indennità.

L’indennità è pari al 75% del reddito medio mensile se pari o inferiore, per l’anno 2017, all’importo di 1.195 euro.

Nel caso in cui il reddito sia superiore, la misura della DISCOLL è pari al 75 per cento del predetto importo di 1.195 euro, incrementata di una somma del 25 % della differenza tra il reddito medio mensile e l’importo indicato.

L’indennità DIS-COLL non può in ogni caso superare l’importo massimo mensile di 1.300 euro per l’anno 2017, annualmente rivalutato.

La indennità DIS-COLL si riduce in misura pari al 3 % ogni mese a partire dal 91° giorno di fruizione.

Durata

 In linea generale si può dire che l’indennità ha una durata pari alla metà dei periodi accreditati nell’anno in corso e in quello precedente la cessazione.

Non sono computati i “periodi contributivi” che hanno già dato luogo a precedente erogazione della DIS-COLL.

La durata massima della indennità DIS-COLL non può comunque superare i sei mesi di fruizione.

L’indennità è corrisposta mensilmente per un periodo pari alla metà dei mesi o frazioni di essi di durata del rapporto o dei rapporti di collaborazione/assegno di ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio presenti nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento.

Assegno di ricerca della durata di 10 mesi con la corresponsione di un compenso complessivo di 8.000 euro.

Sulla base del compenso percepito l’assegnista avrà accreditati soli 6 mesi di contributi ma avrà diritto a 5 mesi di indennità DIS-COLL (la metà della durata del contratto).

E l’indennità sarà pari al 75% del reddito complessivo percepito diviso la durata del contratto (8000/10= 800 * 75%) per i primi 90 giorni.

L’indennità decorre dall’ottavo giorno successivo alla cessazione se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno o, se presentata entro il 68° giorno, dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda

Se non presentata entro il 68° giorno si decade dal diritto all’indennità.

Per i periodi di fruizione della prestazione non sono riconosciuti i contributi figurativi.

                                                A cura del Patronato Acli

2 pensieri riguardo “Disoccupazione anche per assegnisti e borsisti

  • Gennaio 25, 2018 in 16:13
    Permalink

    E’ possibile ricevere la dissoccupazione anche se si è titolari di un contratto di diritto privato a titolo retribuito con l’Università per l’attivazione di un corso ufficiale di studi?
    Di norma il contratto è in vigore per un intero anno accademico, ma la retribuzione equivale a circa da 1 a 3 mensilità di assegno di ricerca (dipende dalla durata del corso). Quindi ci può essere una situazione in cui un assegnista non percepisca più assegno, ma sia contrattualizzato per un tenere le lezioni di un corso.

    Risposta
    • Gennaio 28, 2018 in 07:12
      Permalink

      Buongiorno, all’ufficio personale della sua Amministrazione sanno se versano i contributi per la disoccupazione oppure no.
      Se vuole può telefonare al Patronato al n° 0523 338740 e prendere un appuntamento per ulteriori informazioni.

      Risposta

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